CONVENTION MEZZOGIORNO – Artigiano storymaker e anima dei luoghi protagonista di un nuovo sviluppo del Sud Il Sud è il punto di partenza e di sperimentazione di un progetto che andrà in tutta Italia per valorizzare il ‘bello e ben fatto’ che nasce dall’artigianato e dalle piccole imprese. Lo ha lanciato Confartigianato alla Convention del Mezzogiorno svoltasi il 4 e 5 ottobre a Palermo.

Due giorni di confronto a tutto campo con i rappresentanti del sistema Confederale provenienti da tutto il Paese, esponenti di istituzioni pubbliche e di enti privati, esperti e imprenditori per mettere in luce i problemi delle regioni meridionali ma anche e soprattutto per esaltare i punti di forza delle piccole imprese. Perché proprio sulle piccole imprese si basa il Progetto ‘Percorsi accoglienti’ e ‘Botteghe accoglienti’ presentato da Filippo Ribisi, Vice Presidente di Confartigianato con Delega al Mezzogiorno: “Oggi, in occasione di Palermo Capitale della Cultura, lanciamo questo progetto che serve a valorizzare le piccole imprese ma anche i territori, a ricreare quel clima di comunità che può essere occasione di sviluppo. Noi siamo convinti che la valorizzazione delle piccole imprese, del turismo, dei beni culturali, del senso di comunità può essere la chiave di svolta per il rilancio del turismo del Mezzogiorno”. Il significato del progetto di Confartigianato è stato approfondito da Giancarlo Dall’Ara, docente di marketing turistico: “L’artigiano deve riscoprire alcune caratteristiche che fanno parte della sua storia e attualizzarle. Le sintetizzo in due definizioni. La prima è ‘bottega artigiana porta del territorio’, nel senso che chi entra in una bottega artigiana lo fa anche perché l’artigiano che conosce il territorio può offrire un punto di vista che nessun’altro possiede. Può dare i suoi consigli, il suoi vissuto e il suo racconto. Ma l’artigiano non è un semplice storyteller, è invece uno storymaker, è colui che fa la storia. La seconda sintesi è ‘percorso accogliente’, perché in ogni territorio ci sono mille cose da vedere, si tratta però di metterle in rete con una progettualità nuova che soltanto l’artigiano può dare perché soltanto lui può creare uno snodo in questo itinerario con la sua bottega che diventa un percorso emotivo”.

Le piccole imprese sono quindi il futuro dell’economia del Sud, come ha spiegato Luca Bianchi, Direttore di Svimez: “Confartigianato identifica alcuni driver di sviluppo: piccole imprese, cultura e turismo. Ma servono anche competenze e professionalità. Ci sono tanti giovani meridionali che hanno studiato, ma gran parte dei laureati se ne vanno dal Sud, non mettono in pratica quello che hanno studiato restando in questo territorio. Se se ne vanno via i giovani se ne va un pezzo di futuro, vanno via le competenze necessarie per far sì che il turismo e la cultura siano un pezzo di sviluppo del Sud. Non ci rassegniamo a questo: siamo convinti che dal Sud può venire la crescita del Paese, e per questo dobbiamo migliorare la Pubblica amministrazione e continuare ad investire sul Mezzogiorno”.

I ritardi e le inefficienze del Mezzogiorno, rilevati nel Rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato, si possono superare anche grazie all’impegno delle amministrazioni pubbliche come ha ricordato Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo: “C’è una straordinaria sintonia tra Confartigianato e il percorso che sta vivendo la città di Palermo. Se vogliamo promuovere lo sviluppo dell’intero Mezzogiorno bisogna non più partire dall’economia che produce cultura, ma dalla cultura che produce economia. In questa prospettiva è importante anche la cultura dell’innovazione: in pochi sanno, ad esempio, che Palermo, insieme a Milano, è una delle città meglio cablate del Mediterraneo”.

La Convention del Mezzogiorno è stata quindi l’occasione per rilanciare il ruolo del Sistema Confartigianato e dell’artigianato per una nuova stagione di sviluppo di tutto il Paese. Su questo ha insistito Giuseppe Pezzati, Presidente di Confartigianato Sicilia: “I beni culturali e il turismo rappresentano una partita che ci giochiamo tutta. Cerchiamo di ridurre il gap Italia-Sicilia, che oggi è pari a circa il 55%, per quanto riguarda la spesa per i beni culturali. Su questo si basa il rilancio dell’economia del Mezzogiorno”. E il Presidente di Confartigianato Giorgio Merletti ha aggiunto: “Il Sud non può fare a meno del Nord, ma anche il Nord non può fare a meno del Mezzogiorno. L’Italia non si riprende se non si riprende anche il Sud. Sicuramente tocca a tutta Confartigianato assumersi la responsabilità di impegnarsi in questa direzione”.

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